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IL CANE ANZIANO 
di Veronesi Simona

  

 L’invecchiamento è un periodo delicato della vita del nostro miglior amico, anche se ormai la geriatria veterinaria ha fatto passi da gigante...
Si parla sempre più spesso di imprinting dei cuccioli e del loro periodo sensibile, della fase delicata dell'apprendimento, dell'accrescimento, ecc..  Molto poco invece di come trattare il cane cosiddetto anziano, dei problemi legati alla  terza età o delle malattie e dei disagi che ne accompagnano l'invecchiamento. Tutto questo quando invece, anche grazie al progredire della scienza veterinaria, ad un generale miglioramento delle condizioni di vita ed ai progressi fatti nel campo  dell'alimentazione, i cani tendono - per loro e nostra fortuna! - ad accompagnarci più a lungo nel cammino della vita vissuta. Preservare le loro riserve energetiche, curarli e assisterli durante l’avanzata degli anni, diventa quindi una condizione basilare per garantirgli una buona forma, duratura nel tempo, fino ad arricchirne le qualità specifiche.
Fino a poco tempo fa, era molto raro incontrare cani anziani tra gli allevatori di quasi tutte le razze.
Ora invece, la presenza di soggetti avanti con l’età non è più da considerarsi  un anomalia anzi, negli allevamenti, così come nelle famiglie italiane che ne possiedono almeno uno, i cani anziani aumentano in modo esponenziale, confutando così la teoria sopra espressa che  amici a quattro zampe vivono molto più a lungo.
Le famiglie e gli allevatori che possiedono esemplari longevi  tendono, anche per scarsa conoscenza di questo periodo specifico della vita animale, a proteggerli in modo spesso esagerato, quasi ad equiparare attenzioni e difese a quelle riservate ai nonni anziani della famiglia.
Non sempre questo è l’atteggiamento giusto, ne per gli ne per gli altri.
IL CANE E L'INVECCHIAMENTO
Ma quando si può affermare che un cane ..”sta invecchiando”? Innanzitutto va detto che questa condizione varia a seconda della stazza, del peso, delle eventuali malattie avute in precedenza, delle attività svolte nell'arco degli anni e della conformazione morfologica. 
Un soggetto di grossa taglia, per esempio, invecchierà prima di uno di taglia “toy”; un esemplare che ha trascorso una vita sana e attiva lo farà, invece, meno velocemente di coloro che hanno subito operazioni o trascorso lunghi periodi con grandi o piccoli problemi di salute.
Una cosa è certa: Il cane anziano non va mai considerato di per sé “ malato”. Mai! 
Ai nostri compagni di vita abbiamo la possibilità di rendere più agevole questo periodo della loro esistenza, controllandone  accuratamente  la salute, prestando attenzione anche alle più piccole differenze di comportamento nella quotidianità, compresi i mutamenti degli umori, cambiandone  l'alimentazione quando necessita e curandone maggiormente l'igiene fisica. 
Proviamo ad addentrarci un po’ di più nello specifico. I cani anziani tendono a ingrassare a causa della minore attività fisica accompagnata quasi sempre da una maggiore appetenza. Essi infatti si cibano più lentamente, dormono più a lungo e di un sonno più profondo, diminuiscono la loro capacita visiva e uditiva, aumentano la quantità di liquidi ingeriti e tendono ad impigrirsi. Spesso hanno problemi di igiene orale, di tartaro, di gengiviti, di caduta del pelo, incanutiscono e la pelle diventa  più delicata. Possono comparire tumori benigni, si evidenziano callosità, allungamento progressivo delle unghie e , per alcuni  soggetti, compaiono sofferenze da artrite, hanno movimenti e perdita  progressiva del tenore muscolare. 
Per questo il cane anziano va sollecitato all’ esercizio fisico, anche se in maniera più blanda rispetto ai periodi di piena forza fisica al fine di non affaticarlo. Ciò lo aiuterà molto anche dal punto di vista psicologico, aiutandolo a mantenere attiva la mente ed il morale alto, oltre che a mantenere  in vigore i muscoli e a migliorare  la funzionalità del cuore e dell’intestino.
L'alimentazione va controllata e, a volte, integrata da glucosamina, acidi grassi e vitamine C ed E; a questo proposito è bene leggere attentamente le etichette degli alimenti che compongono il  cibo che andremo a preparagli (in commercio se ne trovano di varie tipologie, di solito indicati con  l'etichetta “Senior”, dedicata proprio a cani “anziani”).
Dicevamo prima che un altro sintomo dell’anzianità canina è la variazione nel consumo di acqua.
L’eccedere in ciò può indicare l'insorgere di alcune patologie abbastanza frequenti quali il diabete mellito, oppure infezioni alle vie urinarie, diabete insipido ed altro ancora.
Una scrupolosa attenzione va riservata al possibile sviluppo di tumori maligni: è sempre bene far controllare le escrescenza e le anomalie della pelle dal proprio veterinario di fiducia.
L'artrite è certamente una delle condizioni più diffuse nel cane anziano, soprattutto quando di grossa taglia  perché essi sviluppano, data la mole,  problemi alla colonna vertebrale. Ciò rende molto più faticoso salire o scendere dalle scale o dall'auto, camminare sulla neve, insomma tutto ciò che può essere fuori dall’ordinario movimento.
IL COMPORTAMENTO DEL CANE ANZIANO
Il cane in età avanzata, oltre ai problemi classici di salute, può avere anche variazioni comportamentali.
La disfunzione cognitiva del cane anziano è molto simile al morbo di Alzheimer dell'uomo.
Ma - come per l'uomo - a volte non è facile distinguere il confine tra fisiologico e patologico.
È ovvio che l'invecchiamento porta a un rallentamento delle attività psicomotorie, ma questo non dovrebbe comportare la perdita di comportamenti sociali acquisiti e di abitudini consolidate.
Le forme di demenza senile si manifestano inizialmente con amnesie, perdita di comportamenti abituali, disorientamento. 
Comincia così un declino progressivo delle facoltà mentali legate generalmente alla memoria di breve termine che coinvolge tutte le funzioni corticali, tanto da portare perdita dell'orientamento e difficoltà nel coordinarsi.
Poiché le statistiche dicono che il cane anziano vive a contatto con le  nostre famiglie solo da una decina d’anni,  non siamo ancora in possesso di dati sui problemi legati all'invecchiamento.
Quello che si sa, però, è che il cane ha una degenerazione delle strutture nervose che possono portare a distimia, problemi di aggressività, socialità alterata, spesso non riconosce i luoghi, la macchina del proprietario, il giardino di casa….
Ribadiamo quindi che il cane anziano va comunque fatto muovere, va fatto giocare, va spinto ad avere motivazioni; quest’ultima cosa  è una parte fondamentale di tutta la vita del cane che, a maggior ragione, non possiamo togliere durante la fase di invecchiamento, pena il portarlo a sentirsi frustrato e spesso con crisi di ansia.
Al soggetto abituato fin dalla tenera età al lavoro ( cani di agility, brevetti vari,…) non va tolto il piacere del lavoro perché l'età avanza. Anzi! Le attività praticate con tempi adeguati allo stato di salute fisica e mentale, aiutano il nostro amico a restare attivo e giovane.
Il gioco non va mai eliminato dalla vita di un cane perché scarica le energie, attiva la mente e il fisico, incanala la motivazione. 
Una grande persona come  Maria Montessori diceva: “ il gioco è il cibo della mente” - Come lo è per l'uomo, così è  per il cane,  che rimane cucciolo anche quando entra nell’ultima fase della vita.
In conclusione, i sintomi della sindrome degenerativa del cane anziano possiamo riassumerli con: 
- confusione, deficit di orientamento spaziale, poca attenzione
- reazioni alterate verso umani e altri animali
- aumento attività motoria ripetitiva ( wondering) e mancanza di sonno
- diminuzione di attività e apatia
- ansia
- alterazione sonno/sveglia
- problemi di memoria e apprendimento
- appetito alterato
- aumento dell'irritabilità
Sarebbe decisamente opportuno, anche per aiutare il nostro veterinario, segnare con una certa precisione  tutti i cambiamenti del comportamento del proprio cane anziano, così da poter consentire  una diagnosi veloce e precisa in caso di bisogno.
Per finire, ricordiamoci sempre che un cane è un regalo meraviglioso che la vita ci ha riservato e che può darci  ancora tanto, anche se sulle sue spalle pesa il passare del tempo, a volte più di quanto noi stessi riusciamo a comprendere. E anche se ha l'occhio un po' appannato e a volte ci guarda confuso… rimane comunque sempre il nostro migliore compagno di vita.